Casa del Cinema
0313-AB2-CH-2012
Architect: A+B² architettura
Status: Project (2012)
Visualizer: Studio
Scale: 5.200 ㎡ Medium
Types: Cultural, Cultural center

La nuova Casa del Cinema di Locarno nascerà in un area complessa ed eterogenea, prodotto di stratificazioni architettoniche capaci di formalizzare gli spazi delle attività pubbliche sviluppatesi nella storia della città. Il progetto nasce da una riflessione basicamente contestuale, nel tentativo di costituire una nuova entità in grado di creare continuità con l’apparato esistente ed allo stesso tempo  determinare una nuova preminente realtà collettiva. Questo nuovo impianto urbano è costituito pertanto da due elementi chiari e fondamentali in connessione tra loro: l’edificio della casa del cinema e il podio su cui poggia.

Il podio si pone in relazione al tessuto storico della città e lo rafforza ridefinendo gli assi delimitanti l’area di progetto; in particolare l’asse perpendicolare a via Conturbio, arteria principale tra i vuoti pubblici prodotti dalla nuova rotonda disegnata dall’architetto Aurelio Galfetti, e piazza Grande, ormai entrata nell’immaginario collettivo Locarnese. Il podio che occupa quindi l’intero lotto edificabile stabilisce il rapporto con quella che è oggi la città di Locarno presentandosi come parte integrante della stessa.

Sul podio è poggiata la casa del cinema con tutte le sue differenti attività. E’ un elemento unico, sintetico, come un’antica chiesa romanica, così tanto unica e cosi tanto accessibile. La connessione tra la Casa Del Cinema e il podio crea infatti un inedito spazio pubblico sopra il livello della strada eppure ad essa congiunta. Questo nuovo spazio pubblico non è quindi una tradizionale piazza in contraddizione con i due grandi vuoti già esistenti; è piuttosto un preludio, una visuale sulla città ed un accesso alla Casa Del Cinema.

Il podio inoltre compie la funzione di alzare l’edificio di un metro sopra il livello della strada, mettendo l’intero apparato al riparo da eventuali esondazioni ed attrezzandolo per eventuali cambiamenti futuri nell’urbanistica delle zone adiacenti.

La Casa Del Cinema nella sua autonomia racchiude una serie di funzioni tutte da scoprire. Rivestito da una rete metallica che filtra l’immagine del complesso uniformandone il linguaggio, l’oggetto rivela al suo interno una costante relazione tra differenti parti funzionali. Questo filtro di facciata dona all’edificio una propria dimensione autonoma rivelando allo stesso tempo la multifunzionalità del complesso e sfuggendo alla retorica formale, veramente ambigua, dell’elemento assoluto e totale.

La particolare forma dell’impianto, definita da una moltitudine di funzioni, suggerisce quanto la continuità spaziale tra interno ed esterno sia essenziale alla produzione di un’esperienza rivolta realmente alla città.

La casa del cinema si articola nella forma facendosi tetto dello spazio pubblico sopra il podio, dando riparo all’area aperta in coincidenza della funzione interna di maggior rilievo: quella della la sala per le proiezioni principali. Questo lungo tetto inclinato incanala gli spettatori in una compressione spaziale che ritrova respiro all’interno, nel grande foyer.

Dal foyer l’accesso alle tre sale di proiezione è immediato tramite dolci scalinate, che grazie ad una pendenza adiacente a quella di platea conducono direttamente alla seduta in sala.

Tra esterno ed interno è quindi rafforzata la continuità sensoriale proposta dai vari momenti dell’edificio. La schiena della Casa del Cinema è articolata dagli spazi di funzionalità privata e semi-privata. Il blocco posteriore fa quindi da contrappeso allo sbalzo della sala da 540 posti, proponendo una tensione funzionale e strutturale sintetizzata in un unico semplice elemento complesso.

La struttura è composta da due lame murarie parallele, che definiscono l’oggetto nella  forma. La lama esterna è forata a più riprese in base alle differenti funzioni; quella interna è invece massiccia e continua. Tra queste lame, «guscio attrezzato», sono posti gli elementi di connessione e le più importanti aree di servizio. Le attività principali sono quindi poste su vari livelli, nel cuore dell’edificio, in spazi liberati da elementi strutturali supplementari. Le attività secondarie sono ospitate invece dal podio, che si svuota creando nuove superfici operative.

In questa continua stratificazione l’edificio, pur nella sua unicità, rafforza il rapporto con la città ponendosi in confronto ad essa, anzichè in contrasto, stabilendo una nuova dimensione urbana alimentata dall’energia del contesto.

Competition: Palazzo del Cinema di Locarno | Collaborator: Valerio Botta | Post date: 12/06/2013 | Views: 4.398