La memoria della costruzione

Se cerchiamo un denominatore comune presente in tutte le epoche dell’evoluzione dell’arte del costruire, lo troviamo certamente in una sorta di sfida che l’uomo lancia alla forza di gravità.

Sia nella grotta, che nell’arco, che nelle strutture più recenti è senza dubbio presente una costante ricerca del limite sulla gravità.

Sono questi elementi costruttivi, inventati dall’uomo nei secoli, che pur cambiando di forma, dimensione, spessore e materiale si basano tutti sui medesimi principi della fisica e possiedono una logica che li accomuna, creando  una vera e propria iconografia della costruzione. La memoria della costruzione non sta solo in questi elementi in quanto tali, ma nello spazio che la loro congiunzione può generare.

Il verbo costruire, dal latino construere (da cum, insieme; e strúere, ammassare, accumulare) significa appunto comporre, unendo insieme più cose.

Il progetto utilizza sistemi strutturali nella loro forma più espressiva evocando quella memoria della costruzione che è racchiusa nello spazio: la memoria costruttiva è anche memoria architettonica.

Strategia

Il programma è sostanzialmente diviso in due zone, quella dei cantieri (fredda) e quella della scuola e uffici (calda).

A questa doppia valenza del programma si è voluto rispondere con un doppio sistema costruttivo. Una struttura pesante “fredda” sulla quale ne appoggia  una leggera “calda”.

Il primo sistema, per la zona dei cantieri, è costituito da grandi elementi in calcestruzzo, che rispondono sia in termini spaziali che caratteriali al programma di cantiere che occuperà lo spazio.

Il secondo sistema, in appoggio sul primo, è costituito da un involucro di legno, la cui metrica regolare permetterà una grande flessibilità sia progettuale che visiva.

credits

architects: Lopes Brenna Architetti, ABCG architettura  |  status: Competition (2010)  |  engineer: Luca Gattoni (Flux Studio)  |  visualizer: Studio  |  scale: 3.500 m2 medium  |  types: education, school  |  views: 2.683