I segni naturali e quelli opera dell’uomo sono la base del progetto. Acqua, agro, natura, percorsi e preesistenze sono le radici dell’idea progettuale. Il nuovo edificio si propone come una nuova linea sul terreno che frapponendosi tra il fiume e gli edifici scolastici preesistenti pone a sistema gli elementi naturali ed artificiali.

L’edificio interagisce con i segni dell’agro e dei percorsi esistenti modellandosi e assumendo una linea naturale che dilata lo spazio verso gli edifici esistenti e proietta l’uomo verso lo spazio dei campi e dell’acqua. L’edificio nasce dalla terra, come una nuova linea naturale, una zolla che si alza e accoglie le funzioni della scuola. Il grande spazio centrale racchiuso tra il nuovo edificio e quelli esistenti diviene l’agorà del sistema, la nuova piazza, il centro della nuova polis. Gli spazi a carattere pubblico sono le permeabilità fisiche e visive del nuovo edificio e gli spazi dell’agro. Un ulteriore segno naturale viene disegnato da un nuovo percorso aperto al pubblico che attraversa campi, orti, frutteti e oliveti.

La fascia verde prossima al fiume viene rimodulata seguendo i segni dell’agro esistenti e incrementata con nuovi frutteti, oliveti, vigne ed orti di vario genere. Il verde agricolo guadagna spazio permeando e caratterizzando anche lo spazio pubblico dell’agorà: la scuola esprime così già nell’agorà il suo carattere produttivo/agricolo/verde e le sue profonde relazioni col territorio. Ulteriori elementi caratterizzanti lo spazio dell’agro sono i frangivento, naturali ed artificiali: alberi e pale eoliche, funzione e produzione.

Lungo i segni dell’agro nascono i luoghi della produzione. Le linee trasversali dei campi diventano i segni che disegnano lo spazio pubblico e del verde. Nell’agorà le serre mostrano il carattere produttivo e didattico dell’attività della scuola che si presenta attraverso di esse al pubblico. Nei campi vengono previsti dei ricoveri per attrezzi, indispensabili all’attività della coltivazione, integrati con delle sedute che configurano le aule didattiche all’aperto.

Il nuovo edificio diviene parte integrante del luogo diventandone elemento naturale in cui la didattica è svolta a diretto contatto con la natura e ponendo in evidenza come il sistema agorà/natura/edificio sia risolvibile in maniera tale che ogni elemento, interagendo con l’altro, acquista nuovo valore e diviene il protagonista fondativo di un nuovo tipo di scuola capace di essere fonte attivativa di vita pubblica, relazioni e radici col territorio.