La proposta prevede il mantenimento del corpo centrale dell’edificio esistente attualmente occupato dal salone parrocchiale, facendolo divenire punto di partenza e di arrivo del progetto, sia dal punto di vista concettuale che da quello organizzativo.

Tale spazio, del quale si mantengono solamente i muri perimetrali, privato del tetto si trasforma nel cortile di accesso al nuovo edificio. Caratterizzato da una forte qualità spaziale, il vuoto centrale diviene il cuore del nuovo edificio, memoria storica del vecchio oratorio e preesistenza dalla quale vengono generati tutti i nuovi spazi.

Il programma si sviluppa sui lati nord e sud rispetto al cortile centrale, creando un volume compatto ed uniforme nel quale è ancora riconoscibile il corpo esistente.

La lettura unitaria delle facciate è data dalla scelta di riprodurre la forma archetipale delle finestre già presenti dalle quali si crea una ripetizione, e da una scelta materica sensibile all’esistente che tenta di approssimarsi ad esso senza però uniformarsi.

Il materiale utilizzato per le facciate esterne è beton trattato in modo da ottenere una superficie a vista irregolare, in contrasto con le cornici delle finestre in beton prefabbricato, mentre all’interno, per rendere più confortevoli gli spazi delle sale e delle aule, è previsto un rivestimento in legno per le superfici verticali.

I pavimenti sono in betoncino, i tetti in beton a vista e gli infissi in legno massiccio con tripli vetri.

Al piano terra si trovano gli spazi maggiori quali la sala multifunzionale, il centro diurno e la sede scout, mentre al primo piano le aule di aggregazione giovanile, attività extrascolastica e doposcuola, incontro genitori e figli e vita serena.

I corridoi di circolazione sono pensati come veri e propri spazi vivibili che in occasioni specifiche possono fungere da foyer della sala multifunzionale, da spazi espositivi, da workshop o altro. L’appartamento del custode si trova sul piano di copertura garantendo così una propria intimità. La cucina che serve il centro diurno e tutte le aree tecniche si trovano al livello -1 con accesso diretto dall’esterno ed illuminazione naturale.

L’assetto urbanistico dell’edificio esistente chiarificato da un nuovo volume più uniforme rafforza la sensazione dello spazio esterno compresso tra l’edificio stesso e la montagna, con la quale crea una forte relazione.

credits

architect: Lopes Brenna Architetti  |  co-author: Marini Verhaeghe Marques Architetti  |  collaborator: Pedrazzini & Guitotti Sagl, Ifec Sa  |  status: Competition (2012)  |  visualizer: Studio  |  scale: small  |  types: religious, religious center  |  views: 2.563