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Due concetti fondamentali hanno guidato Il progetto per l’ampliamento della la scuola: un’estensione armonica dell’edificio esistente e la sua integrazione nel paesaggio.

Per rispondere a entrambe le ambizioni la strategia applicata è la stessa: interrare l’edificio per minimizzarne l’impatto volumetrico della nuova costruzione. A questo scopo, si è sfruttata la variazione topografica del sito e il nuovo volume si formalizza come basamento su cui emergono gli edifici esistenti.

Allo stesso tempo, la sua configurazione ipogea, fornisce un piano di coperta orizzontale su cui i bambini potranno svolgere comodamente le attività ricreative all’aperto.

Di conseguenza, il prospetto principale dei nuovi volumi assume un carattere lievemente astratto, che risponde più a un linguaggio topografico di terrazzamento che a una composizione di facciata convenzionale ritmata da bucature.

Nonostante la condizione di edificio seminterrato, il progetto non dimentica la luce come elemento fondamentale nella costruzione di spazi pedagogici, nonché i rapporti visivi con il paesaggio a cui è concesso tutto il protagonismo.

Due patii, attorno ai quali vengono sviluppate le unità pedagogiche richieste dal programma, saranno gli elementi strutturanti dell’organizzazione planimetrica. Questi cortili, che accedendo nelle scuola appaiono come una inaspettata sorpresa, donano l’illuminazione naturale alle aule e agli spazi di circolazione e contemporaneamente creano un estensione delle prospettive visuali all’interno dell’edificio. Tutti gli spazi interni manterranno una salda relazione visuale fra loro, grazie alla prospettive che attraversano i patii da parte a parte.

L’accesso avviene attraverso uno spazio esterno il cui perimetro è definito dalla costruzione esistente e dalla nuova estensione: uno luogo di transizione tra il paesaggio aperto e lo spazio costruito.

D’altra parte, la relazione visiva con l’esterno – nonostante il fatto che un’organizzazione attorno ai cortili possa conferirgli un carattere più introverso – è mantenuta fermamente attraverso una galleria esterna protetta da un architrave di calcestruzzo e una parapetto che dà forma a una lunga banca. Questo spazio vuole essere un luogo in cui il paesaggio appare intenzionalmente incorniciato da entrambi gli elementi.

Questa galleria, elevata di alcuni metri sopra il livello esterno, così come la copertura superiore, saranno luoghi di contemplazione del paesaggio, il cui protagonismo non lascia spazio a dubbi.

Infine, questo atteggiamento di integrazione con il preesistente non vuole assolutamente rendere invisibile l’intervento. Si approfitta del programma del refettorio, come funzione condivisa da entrambe le scuole, per incorporare un edificio che si manifesta al piano
superiore della scuola, collegato ad esso attraverso una galleria che si apre nuovamente al paesaggio e che genera una nuova facciata sovrapposta alla facciata esistente.