L’idea generatrice ha considerato il Teatro alla Scala come elemento di riferimento a partire dal quale costruire il progetto, utilizzando una maglia ordita nelle due direzioni, ortogonale e parallela al teatro, secondo un passo pari a circa sei metri, dimensione prossima al passo strutturale del portico e degli edifici.

Assecondando le varie anime della piazza, la maglia è stata deformata per adattarsi alle giaciture degli edifici che insistono su di essa.

Quest’idea misuratrice dello spazio, non è  un semplice riferimento teorico ed ideale: misura lo spazio con un sistema di elementi verticali posti ciascuno all’intersezione degli assi della maglia secondo il modulo dimensionale di riferimento. La quota unica dello spazio elimina ogni cesura fisica esistente: la forza unificatrice della trama geometrica ha imposto una leggera variazione alla direzione della linea tramviaria con le due corsie costrette nello spazio definito tra i pali. Questi sono costituiti da tubolari d’ottone di sezione contenuta, di altezza pari a circa sei metri e cinquanta, quota che ricorre nei basamenti degli edifici intorno, a sottolineare la tensione continua verso la storia delle architetture presenti.

La mobilità carrabile, ridotta al minimo indispensabile, si fa più sostenibile per ridurre l’impatto dell’auto,

Sbilanciando il rapporto in favore dei pedoni; gli interventi di traffic calming in tutti i punti di raccordo tra la quota della piazza e quella delle strade intorno, rallentando, condizionano la circolazione. Il risultato finale è uno spazio ancor più attrattivo e simbolico, una nuova immagine iconografica di Milano, cartolina di una città moderna che si rinnova pur offrendosi nel rispetto del suo passato. Tutti gli edifici della piazza costituiscono un proscenio della stessa secondo un rapporto di reciprocità dove uno è estensione dell’altro.

Il continuum urbano si genera a partire dallo spazio pubblico di partenza della piazza per arrivare agli atri degli edifici attraverso la maggiore integrazione degli ingressi con lo spazio aperto; alle piazze limitrofe, attraverso piccoli interventi di razionalizzazione, di connessione verde, di sistemazione della pavimentazione e degli spazi destinati alla sosta.

La pavimentazione è uno strumento utile a definire fisicamente la continuità ed i collegamenti; si è scelto un unico materiale omogeneo di granito, largamente utilizzato a Milano, secondo due formati differenti: uno piccolo, un sampietrino che con la sua forma minuta ben si conforma alla maglia distribuita tra i pali, ed uno più grande  che si raccorda ai margini dell’area d’intervento con le lastre in grande formato esistenti.

credits

architects: Lopes Brenna Architetti, Moramarco + Ventrella architetti, Antonella Berardi  |  collaborator: Matteo Valente  |  client: Comune di Milano  |  status: Competition (2015)  |  location: Milan, Italy (45.4671771,9.187453)  |  climate: Humid subtropical, Temperate  |  material: undefined  |  environment: Old town  |  visualizer: Filippo Bolognese  |  scale: medium  |  types: public space, square  |  views: 3.546