Nei nuclei storici dei nostri paesi lo spazio chiamato semi-pubblico o semi-privato é esistito e tuttora esiste. Mi riferisco, per la realtà di Capiago Intimiano, al sistema delle corti o cortili che per molto tempo hanno avuto un ruolo principale nella vita di una comunità. Non era uno spazio pubblico, non era uno spazio privato, era il nodo fra i due, uno spazio semi-pubblico nel quale nasceva il senso della vita collettiva, da quale si metteva in movimento lo spazio pubblico.

Le corti esistono ancora, ma il loro significato è inevitabilmente cambiato dando origine ad una progressiva decadenza spaziale legata sicuramente al cambiamento del modello di vita della nostra società: si vive con molta meno intensità la comunità propria del nucleo abitato, si lavora spesso  lontano da casa, la crescita dello stile di vita ha generato una minor dipendenza verso il prossimo e verso la comunità.

Fatto sta che i cortili si sono essenzialmente ridotti a semplici atrii d’ingresso verso il privato o veri e propri parcheggi e il sistema abitativo attorno ad essi non é molto lontano da essere considerato come una “micro città-dormitorio”. Costatiamo quindi che la progressiva perdita di senso di questo spazio ha causato la perdita d’interesse nel mantenerlo in buone condizioni.

Il nucleo storico “Cürt d’Asisi” a Capiago in provincia di Como è un esempio diretto di questa situazione. Il degrado causato dal progressivo abbandono del cortile ha coinvolto anche le abitazioni che a loro volta sono state sempre meno valorizzate e a volte persino abbandonate.

Il progetto in questione che s’inserisce in un discorso più ampio di riqualificazione dell’intero nucleo storico, parte appunto dalla riqualifica del cortile sia dal punto di vista architettonico che tecnico.

Il rifacimento della nuova pavimentazione comprende sistemazione di nuovi impianti fognari, elettrici e di telecomunicazioni a servizio delle abitazioni in modo da rendere maggiormente plausibili interventi di ristrutturazione su di esse.

Le scelte progettuali sono state prese coerentemente con i principi sopra espressi. Una linea retta che “unisce” i due estremi opposti del cortile traccia una logica comune per la risoluzione di tutti i sistemi impiantistici e dello scolo delle acque piovane. Quest’ultimo garantito da una lunga canaletta in acciaio inossidabile, collegata ad un sistema inferiore di smaltimento delle acque, sulla quale si orienta il sistema di posa della pavimentazione costituito da masselli in cemento di un unico colore.

Mentre la pavimentazione intende fondersi con gli intonaci delle abitazioni, la canaletta brilla grazie alla sua materialità, e la sua sezione, corrispondente allo spessore dei masselli, rivela la matericità e la tettonica del luogo.

credits

architect: Lopes Brenna Architetti  |  status: Competition (2011) Construction (2011 - 2013)  |  clasification: 1 rang  |  consultant: Marco Cadenazzi, Grassi Emilio & figlio SNC  |  visualizer: Studio  |  photography: Marco Cappelletti  |  scale: large  |  types: intervention, public space, refurbishment, square  |  views: 1.842