L’intervento di riqualificazione dell’area dell’Ex Mattatoio comunale di Bisceglie pone le proprie basi su alcuni principi costruttivi fondamentali dell’architettura, specialmente di quella mediterranea. L’idea di muro, di recinto che separa,conforma e definisce uno spazio e al tempo stesso protegge dal sole e dalla calura estiva.

Il progetto elabora l’idea di stanza, di camere, intese come un pattern di spazi aperti o chiusi, camere con e senza tetto, verdi o pavimentate in successione senza l’utilizzo di corridoi.

Camere delle meraviglie, Wunderkammern a misura di bambino.

L’idea di progetto e in particolare dello spazio pubblico si sviluppa a partire da una analisi di alcuni spazi che si incontrano nella città di Bisceglie. Il Castello Svevo per esempio, con i suoi colori ocra e l’impianto tipologico costituito da volumi che si addossano alle mure perimetrali, o il Parco delle Beatitudini dove ancora una volta la alte mura definiscono uno spazio interno raccolto che attualmente ospita attività culturali e il cinema all’aperto nella stagione estiva.

Questi sono stati i nostri riferimenti al momento di costruire una logica capace di definire il grande vuoto del lotto di progetto. E allora anche nell’Ex Mattatoio una serie di bassi recinti definiscono degli spazi, delle stanze che assumono un carattere proprio e al tempo stesso sono capaci di adeguarsi alle diversificate attività della ludoteca.

Dei vari corpi di fabbrica esistenti si è deciso di mantenere i soli tre capaci di definire interessanti dinamiche a livello spaziale. La “casa del custode” sita all’ingresso dell’area di intervento ospiterà locali ricettivi e ristorazione.

Grazie alla sua posizione sarà capace di cogliere i flussi pedonali dell’adiacente litoranea e costituirà una zona filtro fra gli ambienti propri della ludoteca e le aree esterne.

L’edifico del 1895 ospiterà invece le principali unità ambientali della ludoteca.

Uno spazio complementare all’ambiente esterno dove i ragazzi/bambini possano giocare in assoluta libertà. I due elementi alle estremità definisco lo spazio interno rendendolo a misura di bambino. Una grande scalinata con gradoni e sedute conferisce tridimensionalità allo spazio e lo trasforma in una sorta di teatro capace di adattarsi alle attività più svariate.

Il terzo corpo di fabbrica allungato e ortogonale rispetto alle mura ospiterà invece i locali dei laboratori, aperti sui giardini per poter sfruttare lo spazio aperto come una fabbrica a cielo aperto.