L’edificio costruito negli anni 60′ dagli architetti Romano Augusto e Nicola Sergio si insedia nella circoscrizione 9 della città di Torino con una identità forte espressa da una chiara matrice compositiva dettata dalla scansione modulare della struttura a telaio in cemento armato, a cui si aggiungono i muri di tamponamento in mattoni forati, poi intonacati. La copertura sporgente completa il volume a livello superiore. Una tecnologia costruttiva di questo tipo definisce un’alternanza misurata di pieni e vuoti, di tamponamento e struttura, che contribuisce al carattere espressivo dell’edificio secondo la metrica strutturale. Le funzioni sono disposte (come si evince dai diagrammi sopra riportati) secondo l’idea dei clusters, ovvero aggregazioni funzionali accomunate da una medesima tematica in grado, al contempo, di mantenere flessibile lo spazio complessivo. Qualità, questa, necessaria per poter stimolare un sistema di apprendimento che resta in continua evoluzione grazie agli apporti provenienti dal mondo sociale e tecnologico.

Il progetto incorpora tre operazioni fondamentali e si interroga sulla valore della composizione e della ricerca in campo architettonico a favore di una soluzione completa in termini funzionali, pedagogici, di relazione urbana e costruttivi. In tal senso, le riflessioni alla base dello sviluppo del complesso affrontano trasversalmente tre quesiti di primaria importanza, quali: l’architettura in relazione al concetto pedagico, il rapporto dell’edificio con il contesto urbano e l’organizzazione degli spazi esterni, la sostenibilita’ della costruzione e i relativi aspetti tecnico-construttivi.