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Architettura

Il luogo in questione è un’area interstiziale – una depressione – compresa tra il cimitero della Chiesa di Santo Stefano e la più recente strada che conduce al campo di calcio e al centro balneare. Oggi, la scuola e la palestra esistenti occupano questa depressione trovandosi, di fatto, a una quota inferiore rispetto alle strade adiacenti. L’edificazione di quest’area ha determinato la perdita della sua connotazione di valle, intesa come spazio libero percorso dall’acqua.

Le riflessioni progettuali mirano a ridefinire il vuoto mettendo in relazione e in risalto le due sponde che vi si affacciano. Con l’auspicata demolizione dello stabile scolastico esistente, il volume dell’attuale palestra si affaccerà ormai solo su un nuovo grande spazio vuoto. La scelta di sopraelevarlo con il nuovo programma vuole essere la risposta alla necessità di una nuova definizione volumetrica, capace di emergere quale terminale degli edifici retrostanti e quale affaccio sul parco. La nuova scuola elementare è posta invece a margine del nuovo parco, creando un contraltare al cimitero sul lato opposto e contribuendo a definire con il suo volume allungato il nuovo asse che porta ai centri sportivi.

I due nuovi edifici, pur dotati di una propria autonomia espressiva, vogliono collocarsi all’interno del sito con precisione, in equilibrio tra loro e con ciò che sta intorno. Con un ordine tripartito, il loro linguaggio ambisce a un’unitarietà formale. I due grandi volumi sospesi definiscono, sotto, due importanti vuoti orizzontali che diventano luoghi d’ingresso agli edifici. Le soluzioni d’accesso adottate per ognuno di essi – rampe e passerella – consentono di collocare i due piani di riferimento alla stessa quota in affaccio sul parco, nuovamente percorso dal torrente riportato interamente a cielo aperto.

Struttura

Le tipologie della struttura portante della palestra e della scuola sono identiche e sono delle scatole rigide sollevate da terra da quattro colonne ognuna poste al centro di ogni lato. La rigidità di ogni scatola garantita dalle facciate, piene o parzialmente aperte, e dalle solette agli estremi, è sufficiente per trasmettere tutti i carichi verticali ai quattro appoggi e per resistere alle azioni orizzontali. La differenza tra le due strutture si trova nella tipologia di solaio utilizzata: per le aule, dei solai piani permettono di superare la portata trasversale nell’ordine dei 10m; mentre per la palestra la portata è sensibilmente maggiore e e impone l’impiego di una soletta nervata.

Le colonne sporgono all’esterno dei blocchi al fine di aumentare la loro sezione così da essere in grado di trasmettere alle fondazioni le forze derivanti dalle azioni orizzontali; per questo scopo sono aiutate dalla forte compressione alle quali sono sottoposte.

Energia

Gli edifici sono sviluppati in modo compatto; questa caratteristica permette un buon rapporto di forma, con ottimizzazione del fabbisogno energetico per il riscaldamento in rapporto alle superfici disperdenti. Nonostante la struttura in calcestruzzo armato facciavista, l’involucro termico è continuo, con ponti termici pressoché inesistenti grazie alla presenza dei tagli termici. La distribuzione del calore è ad aria, in combinazione con la ventilazione meccanica controllata. Per la produzione di calore è previsto l’allacciamento alla centrale termica comunale; per ottemperare i requisiti dello standard Minergie, è prevista l’installazione di un impianto fotovoltaico sul tetto dell’edificio

Il progetto della sede per la nuova scuola dell’infanzia si inserisce all’interno del fondo n° 75 e occupa la porzione di terreno che si sviluppa lungo i confini settentrionale e orientale del lotto, permettendo un uso razionale e parsimonioso dell’area a disposizione. La strategia consiste nello stabilire con la scuola elementare una relazione capace di creare uno spazio che si identifichi come “luogo”.

La nuova proposta si integra con l’edificio esistente adottandone l’attitudine progettuale:

– metrica strutturale chiara che definisce il programma delle sezioni;
– reazione diretta alla forma in pianta dell’edificio esistente.

Ne risulta un luogo con chiare identità e riconoscibilità, dotato di uno spazio esterno intimo e capace di inquadrare le montagne vicine. Per quanto riguarda il fondo 809, si prevede un’area verde adibita a parco ed eventualmente attrezzata, che possa essere usufruita sia dagli utenti delle scuole che dalla città. Tale scelta lascia aperte possibilità future per l’insediamento di ulteriori attività.

Dalla strada, si accede all’edificio tramite due rampe che risolvono in modo agevole la transizione tra la quota di via Cartiera (futuro percorso ciclo-pedonale) e la quota del giardino (corrispondente alla quota della scuola elementare). Dalle rampe si raggiunge uno spazio ampio il cui carattere intimo definisce il passaggio tra l’area pubblica della strada e l’area privata della scuola. Tale spazio, non solo risolve la distribuzione e l’accesso alle sezioni, ma funziona anche come luogo di incontro tra genitori, insegnanti e alunni, oltre che dare la possibilità ai refettori delle sezioni di aprirsi verso di esso, divenendo in tal modo un possibile prolungamento degli spazi interni della scuola. Gli accessi esistenti della scuola elementare sono mantenuti.

La semplicità dell’edificio, corrisponde alla chiarezza del programma. Una trama regolare di pilastri crea un sistema modulare all’interno del quale si organizzano le sezioni e i relativi spazi, tutte uguali tra loro. Ogni sezione prevede un’entrata indipendente così come il refettorio per la scuola elementare, mentre gli approvvigionamenti e la raccolta dei rifiuti usufruiscono di un accesso secondario al quale possono accedere anche i mezzi per il carico e lo scarico.

La contiguità degli spazi interni della scuola riduce al minimo l’area di sola circolazione, garantendo al tempo stesso un’efficace distribuzione trasversale e l’autonomia delle sale. Gli spazi principali delle sezioni, quali l’aula per le attività tranquille e lo spazio per le attività in movimento, si aprono verso il giardino attraverso pareti vetrate, permettendo un contatto visivo diretto tra l’interno e l’esterno.