Si disegna un recinto chiuso a protezione del volume stereometrico; lo sviluppo è orizzontale, la massa è permeabile permettendo connessioni e traguardi sull’esterno ma sempre compatta nella sua chiarezza formale. Le relazioni con il costruito si trasformano in un’architettura riconoscibile, perché canonica nelle sue forme di valore universale come il sovrapporsi di un tetto a falde ad un basamento; allo stesso tempo il processo formativo ci restituisce un’architettura contemporanea nelle sue finiture e nella vivibilità degli spazi. Attraverso l’intervento proposto il “conforto”, inteso come rispondenza di servizi a necessità, si trasforma in invito stimolante alla conoscenza, sviluppo e socializzazione.

In relazione a vincoli dovuti al disegno e alla dimensione del lotto si riduce il perimetro dell’area comunale destinata, definendo una volumetria forte e chiara; l’adattamento passivo alla forma del lotto nasconde una distribuzione degli spazi studiata ad hoc per valorizzare la suddetta inibizione. La compattezza esteriore della fabbrica viene interrotta dal vuoto dell’ingresso e mitigata da una copertura a falde di varie inclinazioni. Il movimento imposto dal tetto regala alla scuola un aspetto familiare e riconoscibile.